CHIANTI CLASSICO, DI NUOVO CUORE DELL’IMPRESA TURISTICA
San Felice commissiona uno studio per conoscere valore e redditività del turismo enologico di eccellenza, settore leader del Made in Italy
Sono passati circa trent’anni da quando la parola relais cominciò a percorrere l’Italia e ad indicare luoghi di fascino particolare che in primo luogo erano capaci di suscitare emozioni e colpire la fantasia di ospiti esigenti e viziati. Così è iniziato l’intervento di Fausto Arrighi – responsabile delle guide rosse della Michelin Italia – al convegno dedicato a Relais tra le Vigne: eccellenza del turismo del vino, risorsa del territorio organizzato qui a San Felice sabato 3 ottobre.
Di sogni ed investimenti, recupero di preziosi beni immobili, tutela dell’identità di un territorio hanno parlato Chiara Lungarotti presente per le Tre Vaselle (Umbria), Leopoldo Montresor per Villa del Quar (Veneto), Carmen Moretti per Albereta (Lombardia), Marco Plazzotta per Borgo San Felice (Toscana) ed alle loro esperienze dirette si è aggiunta la voce di Magda Antonioli, docente di economia e politica del turismo all’Università Bocconi di Milano.
Al di là delle singole esperienze personali, il filo che unisce esperienze e territori anche diversi è la necessità di investimenti continui, mediamente tra i 500 mila ed il milione di euro l’anno per soddisfare e fidelizzare una clientela esigente anche se in netto calo di presenze in questo difficile biennio. Un biennio che ha registrato un ulteriore diversificarsi della nazionalità degli ospiti: al primo posto oggi si collocano gli europei fuori area euro (circa il 30% delle presenze) e a seguire gli americani con un 25%, quindi Italia ed Inghilterra entrambe attorno al 20% e infine la Germania, le cui presenze si sono progressivamente assottigliate fino all’attuale 15%.
Da una parte quindi le incertezze di una domanda che cambia anche velocemente e che necessita di specifiche strategie di marketing in cui devono convergere gli sforzi congiunti di imprese, istituzioni locali e università nella valorizzazione del territorio in un’ottica di sistema integrato (come hanno sottolineato Nicola Danti della Commissione Agricoltura Regione Toscana e Magda Antonioli della Bocconi). Sono tutti spunti che verranno approfonditi e tradotti in indicatori economici in uno studio che San Felice ha commissionato sul tema all’Università Bocconi allargando la prospettiva a livello internazionale e che sarà reso noto il prossimo anno.
San Felice si proietta così a diventare una delle aziende più dinamiche e innovative non solo in campo vitivinicolo (primo supertuscan, ricerca vitigni autoctoni, scuola di potatura della vite) ma anche nella relazione vino-turismo.
