STORIA

Benvenuti nell’antica Pieve San Felice in Pincis. La sua storia affonda le radici nell’epoca etrusca, attraversa il Papato, viene contesa dai comuni di Firenze e Siena, e vede alternarsi la gestione di famiglie locali. L’ultima sono i Grisaldi Del Taja, tra i fondatori del Consorzio del Chianti Classico, nella prima metà del Novecento. Negli anni 70 inizia un nuovo modello di sviluppo: la tenuta è acquisita dal Gruppo Allianz che punta sull’eccellenza enologica e territoriale. Il Borgo, attraverso accurati lavori, viene completamente restaurato con interventi che ne valorizzano le caratteristiche di architettura ed arte. L’azienda dà inizio a un esteso programma di reimpianto dei vigneti, con l’obiettivo di valorizzare il Sangiovese; progetto affiancato da una ricerca scientifica sui vitigni autoctoni, in collaborazione con le Università di Firenze e Pisa. Nel 1982 viene acquisita anche la tenuta di Campogiovanni, 20 ettari di vigneto sulle colline di Montalcino, altro territorio di grande tradizione viti-vinicola. Oggi il Borgo e l’Agricola San Felice sono due realtà di successo con un’anima sola, che unisce tradizione e innovazione.

PERSONE

È tradizione di queste terre anche il profondo rispetto per le persone. Il Gruppo Allianz sa benissimo quanto sia importante il benessere di chi condivide impegno e passione per far fruttare la terra. Chiunque lavori a San Felice può considerarsi erede di una evoluta società rurale, quella toscana, che resiste ancora oggi nonostante l’agricoltura sia diventata una pratica tecnologica e specializzata. Questo spirito si rispecchia anche nel Borgo, dove diventa accoglienza, talento relazionale e umanità.

SOSTENIBILITÀ

San Felice vuole preservare l’unicità di queste terre anche per le generazioni future. Per questo rispetta l’ambiente, ma è anche attenta alla sostenibilità economica delle attività svolte. Oggi più che mai si tutela il paesaggio chiantigiano e la bellezza del borgo, salvaguardando gli immobili di maggiore pregio, ma anche i vecchi muri a secco. L’erosione del suolo è limitata mantenendo i terrazzamenti e analizzando costantemente la variabilità di flora e microfauna. I vigneti sono gestiti con la “Viticoltura di precisione”, che permette trattamenti ad hoc per ciascuna pianta, per un minore impatto ambientale e un prodotto di maggiore qualità. Grande attenzione è riservata alla biodiversità dei vitigni: con la sperimentazione del Vitiarium centinaia di specie sono coltivate e studiate da oltre trent’anni, per capire che valore possono dare all’azienda ma anche per evitare che cadano nell’oblio. Sostenibilità significa anche progetti di partecipazione, come quelli avviati dalla Fondazione UMANA MENTE del Gruppo Allianz, che coinvolgono giovani alle prime armi e anziani che vogliono trasmettere le loro competenze. Senza dimenticare le iniziative dedicate a ragazzi disabili o con problemi di inserimento sociale.